Cibo e cucina
Filiera corta
L’azione
Filiera Corta nasce dalla consapevolezza che i produttori biologici e i
consumatori responsabili hanno obiettivi comuni e che sono possibili e
praticabili nuove forme di incontro, scambio e collaborazione.
La filiera corta punta a stabilire una relazione diretta fra chi consuma e chi produce.
In sostanza sono
i vari passaggi che un alimento fa, ad esempio produttore, lavoratore
della materia, grossista, vendita al dettaglio. La filiera corta
abbatte alcuni o tutti questi passaggi in modo che chi produce può
vendere direttamente al consumatore riducendo i costi e aumentando la
qualità.
Mercato del contadino
Vendita diretta dei prodotti
Sono fattorie, piantagioni, stalle, aziende, spacci locali che vendono le varie cibarie a Km 0.
http://www.mercatidelcontadino.it/
http://www.campagnamica.it/
Si
trovano anche i distributori del latte crudo (non pastorizzato,
semplicemente munto e messo al fresco) che si possono trovare in bar,
ristoranti ed ovviamente anche andando direttamente nelle fattorie, nel
link trovate molte (ma non tutte) le postazioni dove è possibile
acquistare il latte crudo alla spina
http://www.milkmaps.com/index.php
Stagionalità
I
vegetali fuori stagione provengono generalmente dalle serre. Il fatto
di essere coltivati in periodi dell'anno diversi da quelli naturali li
rende più deboli. Vengono allora trattati con numerose sostanze
chimiche, che ne favoriscano la crescita e li proteggano da malattie e
parassiti. La frutta e la verdura di stagione, invece, oltre ad
avere un gusto più intenso e gradevole, ha avuto il tempo e la forza
di sintetizzare i principi nutritivi che li rendono indispensabili
all'organismo. Consumare prodotti di stagione, insomma, è un modo per salvaguardare la propria salute e l'ambiente.
Guarda la tabella della frutta e verdura divisa per
stagione: TABELLA FRUTTA -
TABELLA PESCE
Vendita diretta
Questi nati grazie a una legge che ha permesso ai
contadini di vendere i loro prodotti agli abitanti delle città senza
intermediari. L'obiettivo della Coldiretti è quello di aprirne uno in
ogni città (a Milano ne ha aperto da poco uno a Porta Romana), copiando
così il caso degli Stati Uniti dove si contano 4385 mercati, il 53% in
più rispetto a dieci anni fa. Un'alternativa è quella del "pick your
own", una formula che consente di raccogliere frutta e ortaggi
direttamente nell'orto di alcune aziende agricole. Oppure quella di
visitare il motore di ricerca "fattorie e cantine" sul sito www.
campagnamica. it, così da individuare le aziende agricole più vicine
dove è possibile fare la spesa. Con questi metodi di vendita, secondo
Coldiretti, i risparmi dovrebbero arrivare intorno al 15% della spesa
agroalimentare.
http://www.ingasati.net/2007/09/06/milk-maps-la-mappa-dei-distributori-del-latte-crudo-in-italia/
Acqua
Se
nel vostro comune l'acqua è buona se non eccellente perché non
utilizzarla al posto di comprare le bottiglie? In alcuni posti esistono
anche i distributori pubblici, alcuni gratuiti, altri con qualche
centesimo permettono di riempire le bottiglie, risparmiando.
Imballaggi eccessivi alimenti
Un po' di storia, l’inventore del cibo industriale? Il papà del dado da brodo
A dare il via ai piatti pronti , nella prima metà dell’ottocento, è stata l’invenzione dell’estratto di carne da parte dello scienziato-imprenditore tedesco Justus von liebig (1803 – 1873), che insaporendo il brodo facilitò parecchio la vita agli addetti alle cucine di comunità religiose, collegi e caserme.
Surrogato. Ma gli “inganni” sensoriali cominciarono nel 1869 con l’avvento della margarina. Tre anni prima Napoleone III aveva fatto bandire un concorso per la realizzazione di un economico e più durevole surrogato del burro, da utilizzare nelle campagne di guerra. Fu il chimico francese Hippolyte Mège-Mouriès (1817 – 1880) ad aggiudicarsi il premio ideando l’”oleomargarina”, fatta di grasso di bue fuso emulsionato con olio di semi, caseina e di acetile, un composto organico dallo spiccato aroma di burro.
Sotto zero. Fu invece il biologo e naturalista newyorkese Clarence Birdseye (1886-1956), ispirandosi ai metodi di conservazione adottati dalle popolazioni del Labrador (Canada), a brevettare nel 1929 la prima macchina per raffreddare rapidamente gli alimenti. E a far nascere i surgelati.
Sembra quasi esista solo quello industriale
Oggi
qualsiasi tipo di cibo può essere fatto industrialmente, partendo dal
semplice pane e formaggio fino ad arrivare a torte, pizze, arrosti.
Esistono i cibi precotti, preparati per torte, quelli disidratati (per
intenderci pasta e riso nelle buste), quelli congelati che saranno
sicuramente semplici e veloci ma perdono molto di qualità.
Una
nuova frontiera sono i cibi sottovuoto molte volte "precotti" (o
solamente scottati, ad esempio la pasta, procedimento necessario per
renderla plastica, poi condita), che poi vengono successivamente messi
sottovuoto in una pellicola plastica trasparente, questi si immergono
direttamente nella pentola con acqua bollente e li si "cuociono" o
finiscono di cuocere. Questo tipo di cucina è ispirata all'uso di
canovacci di stoffa dove si metteva il cibo legato alle estremità a
cuocere (vedi foto a destra).
Mentre il nuovo trend è questo:

oppure

oppure

Un perfetto cuoco neoluddista non usa le tecnologie moderne per preparare i suoi piatti, partendo dagli ingredienti fino ad usare utensili non elettrici.
Pensate semplicemente a una pizza fatta in un forno a legna oppure una fatta in un forno elettrico, pensiamo pure agli ingredienti, la farina e l'olio fatti con le proprie mani, chiaramente oggi purtroppo è una rarità, ma anche la salsa di pomodoro cogliendo i nostri pomodori o la mozzarella fatta con il latte delle nostre mucche.
Niente alimenti precotti, congelati.