Loggia Determinista
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Dio gioca o no a dadi?
La scienza e il determinismo
Negli ultimi anni si è scoperto che
alcuni fenomeni fisici non sono determinabili (ossia calcolabili) in alcun
modo, in particolare Heisenberg (da qui il famoso principio di
indeterminazione di Heisenberg) sostenne che non è possibile conoscere
simultaneamente posizione e quantità di moto di un dato oggetto con precisione
arbitraria. Inoltre quantifica esattamente l'imprecisione. È una delle
chiavi di volta della meccanica quantistica il
principio non si applica soltanto alla posizione e alla quantità di moto, ma si
applica a qualsiasi coppia di variabili canonicamente coniugate.
Facendo un piccolo esempio: con più precisione si conosce la velocità, più
aumenta l'incertezza sulla posizione o viceversa.
Però vi era chi non era d'accordo, non uno scienziato sconosciuto ma bensì Albert Einstein, che però purtroppo non è riuscito durante la sua vita a dimostrare pienamente le sue ragioni, è famosa una sua frase:
"Non credo che Dio abbia scelto di giocare a dadi con l'universo"
Ma come abbiamo detto sopra Heisemberg (ma non solo lui) non erano d'accorordo, perciò fecero un esperimento/sfida.
Esperimento tra Einstein e Bohr

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Siccome Albert Einstein non era soddisfatto del principio di indeterminazione sfidò Niels Bohr con il seguente famoso esperimento mentale: "Riempiamo una scatola con del materiale radioattivo che emette radiazioni casuali. La scatola ha uno sportello, che viene aperto e chiuso immediatamente, da un orologio, a un preciso istante, permettendo così a un po' di radiazione di uscire. In questo modo il tempo è già noto con precisione. Vogliamo ancora misurare la variabile coniugata energia, con precisione. Non c'è problema dice Einstein: pesiamo la scatola prima e dopo. L'equivalenza tra massa ed energia, derivante dalla relatività speciale ci permetterà di determinare precisamente quanta energia ha lasciato la scatola". Bohr ribatté come segue, per di più applicando l'equivalenza massa-energia sviluppata proprio da Einstein: "Se l'energia esce, la scatola è più leggera e si solleverà leggermente sulla bilancia. Questo cambia la posizione dell'orologio. Quindi l'orologio devia dal nostro sistema di riferimento stazionario, e quindi per la relatività speciale, la sua misurazione del tempo sarà diversa dalla nostra, portando ad un inevitabile margine d'errore". Infatti, un'analisi dettagliata mostra che l'imprecisione è correttamente data dalla relazione di Heisenberg. All'interno della diffusa (ma non universalmente accettata) interpretazione di Copenaghen della meccanica quantistica, il principio di indeterminazione è inteso come il fatto che a un livello elementare, l'universo fisico non esiste in forma deterministica, ma piuttosto come una collezione di probabilità, o potenziali. Ad esempio, il modello (probabilità di distribuzione) prodotto da milioni di fotoni che passano attraverso una fessura di diffrazione, può essere calcolato usando la meccanica quantistica, ma il percorso esatto di ogni fotone non può essere predetto da nessun metodo conosciuto. L'interpretazione di Copenaghen sostiene che non può essere predetto da nessun metodo. Einstein era convinto che questa interpretazione fosse errata. Il suo ragionamento era che tutte le distribuzioni di probabilità precedentemente conosciute, sorgessero da eventi deterministici. La distribuzione di un lancio di moneta può essere descritta con una distribuzione di probabilità (50% testa e 50% croce). Ma questo non significa che i movimenti fisici siano impredicibili. La meccanica classica può essere usata per calcolare esattamente come ogni moneta atterrerà, se le forze agenti su di essa sono conosciute. E la distribuzione testa/croce si allineerà con la distribuzione di probabilità (date forze iniziali casuali). Einstein assunse che ci fossero delle variabili nascoste nella meccanica quantistica che sottostanno alle probabilità osservate. Né Einstein né altri sono mai riusciti a costruire una teoria della variabile nascosta soddisfacente, e la disuguaglianza di Bell illustra alcuni aspetti critici di questa ricerca. Anche se il comportamento di una particella individuale è casuale, è correlato al comportamento delle altre particelle. Quindi, se il principio di indeterminazione è il risultato di qualche processo deterministico, deve essere il caso che particelle poste a grande distanza trasmettano istantaneamente l'informazione a tutte le altre, per assicurare che ci sia una correlazione nel comportamento. Tuttavia, recentemente è stato proposto un meccanismo basato su una teoria classica del pendolo, il quale genera impredicibilità e quantizzazione a partire da un sistema deterministico. Gli autori della teoria non sanno al momento come verificare questa ipotesi. |
In pratica ciò che ha voluto dimostrare Heisemberg è che alcuni fenomeni fisici sono impossibili da calcolare, al massimo si può dare una misura possibile, ma mai sicura al 100%.
Forse leggendola meglio si può intendere questo: "per noi umani" (dato che non sappiamo calcolare alcune variabili nascoste) è impossibile calcolare alcuni fenomeni con precisione, riusciamo solo a dare una previsione molto approssimata, che in pratica significa che solo un essere perfetto (ammesso che esista) può farlo.
Paradosso Einstein-Podolsky-Rosen
Albert Einstein, Boris Podolsky e
Nathan Rosen proposero questo esperimento ideale in un
articolo pubblicato nel 1935 intitolato "La descrizione quantistica della
realtà fisica può ritenersi completa?", con l’intento di dimostrare che la
meccanica quantistica non è una teoria fisica completa.
Cinque mesi dopo Niels Bohr rispose all'argomento di EPR con un'articolo
intitolato allo stesso modo. La posizione di Bohr è stata a lungo considerata
come ulteriore vittoria del suo scontro con Einstein, benché oggi si
riconosca apertamente che la sua posizione era piuttosto oscura e non può essere
certo considerata soddisfacente come risposta a EPR.
Variabili Nascoste
Esistono parecchi possibili modi per risolvere il paradosso EPR. Quello
ipotizzato da EPR è che la Meccanica Quantistica, nonostante il successo in una
ampia e vasta varietà di scenari sperimentali, sia in realtà una teoria
incompleta. In altre parole, esiste qualche ancora non scoperta teoria della
natura rispetto alla quale la Meccanica Quantistica giuoca il ruolo di una
specie di approssimazione statistica (benché sia baciata in fronte da un
successo strepitoso). A dispetto della Meccanica Quantistisca, questa teoria più
completa contiene variabili che tengono conto di tutti gli "elementi fisici di
realtà". Deve esistere qualche ignoto meccanismo che agisce su queste variabili
che dà origine agli effetti osservati nelle "osservabili quantistiche
non-commutanti", vale a dire il principio di indeterminazione di Heisenberg.
Tale teoria si chiama teoria delle variabili nascoste.
Tutto ciò significa molto
semplicemente che noi possiamo dare una previsione approssimata , ma non
prevedere un fatto.
Come vedete tutti i conti ritornano!